Seven years after Sono Invecchiato Di Colpo and four after Sotto Assedio EP, Italian singer-songwriter and musician Dino Fumaretto (Aka Elia Bilioni) released a new full-length. Coma is out now via Trovarobato. We had a pleasing talk with him about the new album, the artwork, live shows and the collaboration with Iosonouncane. Check it after the full streaming of the album (you can find also the interview in Italian language).

Let’s start right away with your new album “Coma”. A record which comes after a long gestation and seven years from your previous full-length “Sono Invecchiato di Colpo”. How was the creative process of this album and how do you feel different then it was 7 years ago?

I always feel closer to what is essential, but also to creative death:we have collected everything – but really everything – which was left to say to release the new album Coma. And the album reflects this moment of emptying and paralysis. I think we will wake up, but I don’t know how, and I don’t know how much we will be clear headed or hallucinated.

You have worked with the likes of IOSONOUNCANE, Rocco Marchi and Francesca Baccolini. How was born the collaboration with them and what is the most interesting aspect of this collaboration related to the final result?

The songs had already been written for a long time, and I was sick of having them stuck there, so the first thing I did, it was to contact Rocco and Francesca, with whom I had already worked on mixing the previous works; then I go to their home-studio a few days , and we arranged and recorded the songs on the spot.

We got a first “skeleton” of the tracks, but at that point they pushed me to go deeper. So I returned to Rocco and Francesca with IOSONOUNCANE and the drummer Andrea Lovo. In a week we recreated and arranged the album. The most interesting thing is that we played as if we were a real band, everyone gave his creative contribution, everyone made every effort to form the architecture of this work which is perhaps Fumaretto’s most dreamlike album.

I was also impressed by the artwork of the album. It has a significant impact. How did you choose it?

We were looking for a cover art which was neither too concrete nor too abstract. Therefore, some works of photographer Gino Turina came to my attention; strange trees, and after a while I realized that they were perfect.

“Innocuo Sogno di Rivolta” was the second excerpt from the new album. In my opinion, one of the most significant pieces of your latest work. What is the story of this song and how was the connected video born?

I don’t remember the story of this song because it was written at least ten years ago. Most of the songs on “Coma” are scraps. The videoclip, directed by Giuseppe Lanno, was born after the one of “Nel Sonno Profondo”. It was a Corin Console idea; I am the one who drags the skeleton of a big cube, I park it in front of the house, and I come in. As this cube had its impact, we decided to use it immediately for another video. So, in the sequel I wrapped it all and then I try to get inside, breaking it down; but it wasn’t expected to break it up. For this reason, it was shot only once.

What are the recent releases that most influenced the composition of “Coma”?

If we talk about contemprary music, I don’t remember. I know I heard a lot albums and artists as “Julius Caesar” of Smog, This Heat, Burzum’s “Filosofem”.

Italian music scenario, and of course the international one, have changed a lot in recent years. Your songwriting remains something “anomalous” and original compared to the majority of the current proposals, both for its sound and for the writing. What do you save from the current scene and what do you find uninteresting?

I don’t know the current scenario, I suspect it doesn’t exist. If it exists, I know that I don’t care because it lacks of cinematic vision. I’m a movie enthusiatic. I don’t have to save anything, I’m too busy trying to get myself out. Someone helps me. I love him.

You did a seven-date tour to introduce the new album. Will there be some live shows this summer? How do you live the live part of your work compared to the studio recordings?

For what concerns live shows, I am very good, for those few who have seen me. Theoretically, more people should have seen me because the seven dates were sold out. I also played with great musicians such as Rocco Marchi, Francesca Baccolini, IOSONOUNCANE, Simone Cavina.

We should play some dates this summer, yes. About live, simply, I feel alive. But I don’t want to see people who look at me because this throw off my focus; for this reason, I usually play without glasses (I’m myopic) and I see everything out of focus and I can stay inside my bubble.

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(Italian Language)

 

Cominciamo subito con il tuo nuovo album “Coma”. Un album che arriva dopo una lunga gestazione e sette anni da “Sono Invecchiato di Colpo”, il tuo precedente full-length. Come è stato il percorso creativo di questo album e in cosa ti senti differente rispetto a 7 anni fa?

Mi sento sempre più vicino all’essenziale, ma anche alla morte creativa: con “Coma” abbiamo raccolto tutto – ma proprio tutto – ciò che era rimasto da dire. E l’album riflette questo momento di svuotamento e paralisi. Penso che ci risveglieremo, ma non so come, e non so quanto saremo lucidi o allucinati.

Hai lavorato con artisti del calibro di IOSONOUNCANE, Rocco Marchi e Francesca Baccolini. Come è nata la collaborazione con loro e qual è l’aspetto più interessante di questo percorso di collaborazione in relazione al risultato finale?

I brani erano già stati scritti da tempo, ed ero stufo di averceli sul groppone, così la prima cosa che ho fatto è stata contattare Rocco e Francesca, con cui già avevo lavorato al mixaggio dei precedenti lavori, andare nella loro casa-studio qualche giorno, e arrangiare e registrare sul momento le canzoni. Abbiamo ottenuto un primo “scheletro” dei brani, ma a quel punto mi hanno spinto ad approfondire. Così sono ritornato da Rocco e Francesca con IOSONOUNCANE e il batterista Andrea Lovo. In una settimana abbiamo ricreato e arrangiato l’album. La cosa più interessante è che abbiamo suonato come se fossimo un gruppo vero e proprio, ognuno ha dato il suo contributo creativo, ognuno si è impegnato al massimo per formare l’architettura di questo che è forse l’album più onirico di Fumaretto.

Mi ha colpito anche l’artwork dell’album. Ha un impatto notevole. Come lo avete scelto?

Cercavamo una copertina che non fosse né troppo concreta né troppo astratta. Mi sono state quindi sottoposte queste fotografie di Gino Turina, strani alberi, e dopo un po’ ho realizzato che erano perfette.

 “Innocuo sogno di rivolta” è stato il secondo singolo che ha anticipato l’album. A mio parere, uno dei brani più significativi del tuo ultimo lavoro. Qual è la storia di questo brano e come è nato il videoclip collegato?

Non mi ricordo la storia di questo brano perché è stato scritto almeno dieci anni fa. Gran parte dei brani di “Coma” sono scarti. Il videoclip, con la regia di Giuseppe Lanno, è nato dopo quello di “Nel Sonno Profondo”: l’idea è di Corin Console e ci sono io che trascino lo scheletro di un grosso cubo, lo parcheggio davanti a casa, ed entro. Visto che questo cubo aveva il suo impatto, abbiamo deciso di sfruttarlo immediatamente per un altro video. Così nel sequel io lo bendo tutto e poi cerco di entrarci dentro, sfasciandolo; ma non era previsto che lo sfasciassi. Per forza di cose, il videoclip di “Innocuo Sogno” è stato girato una volta sola.

Quali sono stati gli ascolti  recenti (e successivi a “Sono Invecciato di colpo”) che hanno maggiormente influito sulla composizione di “Coma”?

Se per recenti intendi degli ultimi anni, non mi ricordo. So di aver ascoltato molto Julius Caesar di Smog, This Heat, Filosofem di Burzum.

La scena musicale italiana, e naturalmente quella internazionale, hanno subito un notevole cambiamento negli ultimi anni. Il tuo cantautorato resta qualcosa di “anomalo” e originale rispetto alla maggioranza della proposta attuale, sia per le sonorità, sia per la scrittura. Cosa salvi della scena attuale e cosa trovi poco interessante?

Non conosco la scena attuale, sospetto che non esista. Se esiste so che non m’interessa perché è carente di visione cinematografica. Io sono un appassionato di cinema. Non devo salvare nulla, io, sono troppo impegnato a tirar fuori me stesso. Qualcuno mi aiuta. Gli voglio bene.

Hai fatto un tour di sette date per presentare il nuovo album. Ci saranno altre date questa estate? Come vivi la parte live del tuo lavoro rispetto a quella in studio?

Dal vivo io sono bravissimo, per quei pochi che mi hanno visto. In teoria ora dovrebbero avermi visto più persone perché le sette date erano piene, inoltre suonavano con me dei musicisti bravissimi: Rocco Marchi, Francesca Baccolini, IOSONOUNCANE, Simone Cavina. Dovremmo fare altre date quest’estate, si. Dal vivo, banalmente, io mi sento vivo. Ma non voglio vedere la gente che mi guarda, perché mi deconcentra, per questo suono senza occhiali, e poiché sono miope vedo tutto sfuocato e posso rimanere dentro la mia bolla.